Risparmio
energetico
Ovvero:
un esempio molto significativo, soprattutto nel
caso di riscaldamento e condizionatori,
di quanto poco potrebbe bastare per migliorare i
grandi problemi ambientali della nostra società consumistica
e contemporaneamente il nostro
"portafoglio".
La
vera fonte alternativa di energia:il risparmio.
di Fulco Pratesi
Torna il caldo,
torna d'attualità il tema dell'energia e si
paventano nuovi black out.
Si parla di ritorno al nucleare, si controbatte
con le energie alternative, dal solare
all'eolico, dalle biomasse alle piccole centrali
idriche, dalla forza delle maree all'energia
geotermica. Dell'unica vera fonte alternativa,
cioè il risparmio, non si parla mai.
Perché prima di escogitare altre fonti
energetiche, quali esse siano, seguendo
l'imperativo di aumentare la produzione e il
consumo del 2% o più all'anno, perché prima di
tutto ciò non si considera verso quali usi
l'energia così prodotta è indirizzata? A che
cosa serve realmente? Quali sono i suoi utilizzi
finali ? Perché proseguire a bruciare
combustibili fossili e riaprire al nucleare, con
i giganteschi problemi che queste produzioni
comportano, perché non puntare, invece,
sull'eliminazione degli sprechi (e penso alle
illuminazioni dispendiose e inutili, ai palazzi
in vetro energivori sia d'inverno che d'estate,
agli elettrodomestici irrazionali, a temperature
domestiche eccessive, alle cilindrate delle auto
sempre più grandi, ai condizionatori sempre
accesi
)?
Secondo studi della nostra Agenzia Nazionale per
l'Ambiente, un uso razionale dell'energia, con
tecnologie già oggi disponibili, potrebbe
consentire risparmi, nell'arco di almeno 10-15
anni, fino al 47%.
Ma si sono mai visti, su giornali e televisione
appelli a risparmiare? Se è vero che l'Italia
dovrebbe, stando all'applicazione del Protocollo
di Kyoto, tornare ai livelli del 1990 quando il
nostro paese era pienamente riscaldato,
motorizzato e industrializzato, perché non si fa
nulla in questa direzione e si tollera un aumento
del 7,2% delle emissioni contro un impegno
internazionale a ridurre del 6,5%.? In più un
kilowattora risparmiato attraverso l'efficienza
energetica richiede investimenti molto inferiori
alla produzione di un nuovo kilowattora. E si
tratta di investimenti in innovazione tecnologica
e competitività per l'industria italiana e non
per i petrolieri.
da "IL
MERCOLEDI' DI PRATESI" su Tiscali
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