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L'ACQUA A BUSTO GAROLFO

Campagna "Acqua di Busto ... bevila con gusto"

L'acqua del rubinetto erogata dall'acquedotto comunale può essere tranquillamente bevuta. Lo confermano i controlli che il Comune e l'ASL effettuano mensilmente nei sei pozzi che alimentano l'acquedotto e presso i punti rete sparsi per il comune. Nelle tabelle scaricabili qui sotto sono riportati alcuni dei circa 100 parametri che vengono misurati in laboratorio e le relative concentrazioni massime ammissibili per legge.

Oltre a ciò, l'ASL pubblica annualmente un Rapporto sullo stato degli acquedotti dei comuni della Provincia di Milano da cui si evince come "alcuni acquedotti forniscano acqua che non solo è potabile ma che in certi casi presenta caratteristiche qualitative equivalenti se non superiori alle più rinomate acque minerali in commercio"."..l'acqua fornita dagli acquedotti che servono i comuni dell'ASL di Milano 1 è del tutto potabile e come tale sicura sotto il profilo igienico sanitario".

Si capisce pertanto che il ricorso massiccio all'acqua minerale in bottiglia, che costa mediamente 750 volte di più e può essere di qualità peggiore dell'acqua del rubinetto di casa vostra, non è giustificato se non per ragioni di gusto. Tenete presente tuttavia che in media ciascuno di noi consuma 180 litri di acqua minerale all'anno (nessuno al mondo consuma più di noi): siete sicuri che ne valga la pena ?!

Per convincervi ulteriormente a preferire l'acqua del rubinetto rispetto a quella in bottiglia, oltre alle periodiche analisi di legge per garantire la potabilità, che in ogni caso sono di gran lunga più approfondite e aggiornate rispetto alle analisi effettuate per le acque imbottigliate, abbiamo concordato con il laboratorio incaricato di monitorare gli stessi parametri leggibili sulle etichette di molte acque in bottiglia. Attraverso queste specifiche analisi ognuno di noi è così in grado di poter confrontare la qualità dell'acqua che esce dal proprio rubinetto di casa rispetto a quella acquistata, a caro prezzo, in bottiglia.
Abbiamo quindi pensato di creare un' "etichetta virtuale" dell'acqua di Busto Garolfo, anche se ovviamente l'acqua dell'acquedotto non sarà imbottigliata.

In ogni caso, se proprio ci troviamo gusto a pagare mediamente 0,4 euro al litro per l'acqua minerale (contro 0,0005 euro al litro dell'acqua del rubinetto) compriamola nei contenitori di vetro a rendere, decisamente più ecologici delle bottiglie di plastica. Queste ultime infatti sono di polietilene tereftalato (PET) monouso e per produrli si e consumato petrolio in un'industria petrolchimica (2 kg. di petrolio per kg. di plastica); si e consumato gasolio per trasportarli dall'industria petrolchimica allo stabilimento dove e stata imbottigliata l'acqua; altro gasolio si consumera per portarli dalle abitazioni ai cassonetti della raccolta differenziata e di qui al consorzio obbligatorio Replastic? Alla discarica? All'inceneritore? Ogni trasporto delle bottiglie di plastica ha comportato un costo e un consumo di fonti fossili, che emettono CO2, ossidi di azoto (Nox) e polveri sottili (pm 10), incrementando l'effetto serra e inquinando l'aria.

Acqua dalle falde
L'acqua del rubinetto viene prelevata dalla falda acquifera, la riserva d'acqua sotto i nostri piedi.

L'acquedotto di Busto Garolfo preleva l'acqua di falda a partire da una profondità massima di circa 200m. Attualmente sono presenti 6 pozzi di approvvigionamento, e precisamente:

  • Pozzo via Cavour
  • Pozzo via Pascoli
  • Pozzo via Gorizia
  • Pozzo via Cellini
  • Pozzo Nord Olcella
  • Pozzo via XXIV Maggio

Un pozzo tipo è stutturato nel modo seguente: la parete del pozzo è costituita da una tubazione avente diametro minimo di 500 mm in cui, in corrispondenza delle falde acquifere individuate durante la fase di carotaggio, vengono praticate delle finestrature protette. In tal modo è possibile modulare la qualità della captazione in funzione della tipo di falda. L'acqua delle falde idonee risale naturalmente fino mediamente a quota -30m, quindi viene pompata in superficie. A questo punto l'acqua potabile può essere immessa nella rete di distribuzione, previa opportuna analisi chimico-batteriologica. Attraverso le tubazioni principali l'acqua potabile arriva quindi alle case e alle industrie.

Per meglio comprendere l’enorme importanza dei depositi acquiferi del sottosuolo vediamo sinteticamente come è costituito. Le caratteristiche dell’acquifero sono determinate in gran parte dalla suddivisione dei depositi presenti nelle tre litozone fondamentali del sottosuolo. In particolare si riconoscono:

  • per la prima cinquantina di metri, l’alternanza di livelli ghiaiosi e sabbioso-ghiaiosi porta a condizioni di buona permeabilità. Tale litozona è quindi sede di un’importante falda acquifera utilizzata per l’approvvigionamento idrico potabile ed industriale da cui il nome di “acquifero tradizionale”, con un potenziale idrico stimato in circa 160.000mc/Kmq/anno e valori di portata specifica di oltre 20 l/s per metro di abbassamento;
  • per la seconda litozona, con profondità compresa tra i 50m ed i 100 m, si assiste alla riduzione della granulometria negli orizzonti a permeabilità interstiziale medio-elevata ed alla presenza di intercalazioni di depositi fini. Questa litozona, quindi, presenta condizioni idrogeologiche definite “localmente compartimentate”, ossia caratterizzate da porzioni di acquifero isolate cui si alternano settori in cui sono possibili locali comunicazioni tra i vari livelli;
  • a terza litozona, o acquifero profondo, è caratterizzato da permeabilità ancora minore, legato alla presenza di corpi stratificati limoso-sabbioso e strati di argilla. Anch’esso è separato dalla litozona intermedia da orizzonti impermeabili piuttosto continui e ospita quindi falde acquifere di tipo confinato e isolato. L’acqua presente in rari casi viene sfruttata per l’uso potabile.
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