Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Roccolo

Parco del Roccolo

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L'Ambiente

Itinerari

ITINERARIO N.1

Punto di partenza: Via Ravellino a Ravello di Parabiago, via Fosse Ardeatine a Busto Garolfo, Campo sportivo a Canegrate

Lunghezza dell’itinerario (A/R): 5 Km da Busto Garolfo, 8 Km da Canegrate, 5,3 Km da Ravello.

Difficoltà: l’unica difficoltà è dovuta al fondo sterrato delle strade vicinali per cui è bene evitare i giorni seguenti a forti piogge. Dato l’intrico di sentieri e strade è bene avere con sé la mappa del parco.

Periodo consigliato: tutto l’anno. D’estate il percorso è particolarmente ombreggiato.

Motivi di interesse: naturalistico, paesaggistico e storico.

Il Roccolo, luogo da cui prende nome il Parco sovracomunale, è testimonianza storica dell’antica pratica, oggi vietata, dell’uccellagione.

Attorno al Roccolo si trova uno dei boschi più estesi del Parco, popolato da un elevato numero di specie di uccelli, tra cui l’ormai raro sparviero, l’upupa e il picchio.

L’itinerario proposto si snoda attraverso i prati, i campi di girasole e i boschi che, seppur infestati dalla presenza massiccia dell’esotico Ciliegio Tardivo, costituiscono un elemento di grande pregio naturalistico e paesaggistico.

Dalla via Fosse Ardeatine di Busto Garolfo si prosegue in direzione Ovest lungo una strada vicinale sterrata affiancata dai caratteristici filari di pino strobo. Si segue la vicinale che prosegue verso destra quindi dopo circa 20 metri, si imbocca a sinistra un sentiero che si addentra nel bosco. Dopo circa 100 metri, all’altezza di una maestosa quercia, si prosegue a sinistra nel fitto bosco di prugnolo tardivo fino alla vicinale; da qui si gira a destra lungo il tracciato di un linea elettrica dismessa e si arriva all’entrata del vecchio maneggio (*).

Da Ravello di Parabiago si imbocca la via Ravellino sino a raggiungere la cascina omonima (**).

Dal campo sportivo di via Terni a Canegrate si prosegue sulla strada vicinale Rogora e Selvetta. Al secondo bivio si gira a sinistra e si raggiunge la Cascina Ravellino. (**)

(**) La cascina Ravellino conserva ancora intatte le caratteristiche tipiche delle antiche cascine lombarde. Notate che presso la cascina esiste ancora un piccolo vigneto, testimonianza della fiorente coltivazione delle viti da cui si traeva un vino particolare, declamato, tra gli altri, da Carlo Porta.

La strada conduce prima alla cappella votiva dedicata a S. Ubaldo, protettore dei cacciatori, e quindi alla casa dei cacciatori. Proseguendo la strada gira a destra e dopo alcune centinaia di metri si entra nei boschi del roccolo attraversando sulla destra il cancello del vecchio maneggio (*), . Attraversati i filari di querce, robine e carpini disposti lungo due quadrilateri, per tracce di sentiero si raggiunge una strada vicinale. Si gira a sinistra e si prosegue nel bosco. Prima di giungere alla S.P.198 si imbocca a sinistra un sentiero che costeggia un fabbricato industriale. Raggiunta la strada vicinale dei campacci si gira a sinistra nei pressi del boschetto degli alberi per ogni nato del Comune di Canegrate. Si prosegue lungo un sentiero e quindi a sinistra lungo il tracciato di una linea elettrica dismessa sino a raggiungere nuovamente l’entrata del vecchio maneggio.

ITINERARIO N. 2

Punto di partenza: Via Buonarroti a Villastanza di Parabiago, via Casorezzo a Busto Garolfo, Campo sportivo a Casorezzo

Lunghezza dell’itinerario (A/R): 8,5 Km da Villastanza, 6 Km da Busto Garolfo, 7,4 Km da Casorezzo

Difficoltà: l’unica difficoltà è dovuta al fondo sterrato dei terreni e delle strade vicinali per cui è bene evitare i giorni seguenti le forti piogge e prestare la massima attenzione nei tratti in cui gli stessi costeggiano i canali di irrigazione.

Motivi di interesse: naturalistico, paesaggistico e storico.

Periodo consigliato: si consiglia di evitare i periodi di asciutta del canale Villoresi (da metà settembre a metà novembre e da febbraio e metà aprile). Il percorso è ben ombreggiato.

Itinerario segnalato con cartelli bianco-rossi

Quello della Brughierezza costituisce il più esteso bosco del Parco del Roccolo che, per quanto degradato dalla massiccia presenza nello strato arboreo di specie esotiche come il ciliegio tardivo e la robinia, costituisce il rifugio per un cospicuo numero di specie animali, specialmente uccelli.

L’itinerario si snoda in uno degli ambiti del Parco più interessanti dal punto di vista paesaggistico, caratterizzato, oltrechè dai boschi anche dal Canale Villoresi e dalla fitta rete di canali e rogge.

Da Parabiago ci si porta al casello del canale Villoresi in via Buonarroti presso Villastanza. Attraversata la sbarra nei pressi del casello si sale sull’alzaia del canale e la si percorre sino al terzo ponte. Da qui si gira a sinistra scendendo dall’alzaia e quindi subito a destra. Si segue la linea elettrica sino alla Cascina S. Maria. Dopo aver raggiunto il Bosco della Brughierazza si raggiunge una casa, si gira a sinistra e quindi subito a destra Si prosegue per la strada che dopo 200 m esce dal bosco e costeggia il canale sino a raggiungere il derivatore secondario del Canale Villoresi in località "quattro bocche"(*)

Da qui si sale sull’alzaia del Canale Villoresi e (sulla destra) si ritorna a Parabiago.

Da Busto Garolfo si raggiunge la via per Casorezzo, dopo il ponte sul Villoresi si imbocca sulla sinistra la strada sterrata vicinale successiva alla via Valpadana, si passa a fianco della Cascina S.’Isidoro e poi sotto il ponte della provinciale per Casorezzo. A questo punto oltrepassando una sbarra di ferro, si sale sull’alzaia del canale Villoresi, e la si percorre per circa 200 metri fino ad incontrare il derivatore secondario di Corbetta (*)

Da Casorezzo raggiungere il campo sportivo quindi proseguire diritto verso Nord. Al bivio girare a sinistra e seguire la strada che attraversa il canale secondario del Villoresi. Girando a destra al bivio si raggiunge il Canale Villoresi.(*).

ITINERARIO N. 3

Punto di partenza: via Fiume a Villapia di Parabiago, via Villoresi a Parabiago, Sottopasso della ferrovia a Cantone

Lunghezza dell’itinerario (A/R): 7,5 Km da Cantone, 6,5 Km da Villapia, 6,5 Km da Arluno

Difficoltà: l’unica difficoltà è dovuta al fondo sterrato dei terreni e delle strade vicinali.

Periodo consigliato: tutto l’anno.

Motivi di interesse: naturalistico, paesaggistico e storico.

L’itinerario si snoda in un territorio caratterizzato da nuclei agricoli di importanza storica, con coltivazioni di mais e prati, irrigati anche in inverno per accrescerne la produzione di foraggio, simili a marcite. Questi prati presentano specie di uccelli particolarmente interessanti quali il tarabuso, il tarabusino e la pavoncella. Di grande interesse naturalistico sono anche i boschi di Arluno, costituiti da querce monumentali sulle quali vivono e nidificano i picchi, il gufo, lo sparviere, l’allocco.

Da Cantone di Nerviano oltrepassare la ferrovia e la S.P.109, dopo circa 600 metri girare al terzo bivio sulla destra e quindi subito sulla sinistra. Dopo 200 m girare a sinistra e percorrere la strada che porta alla cascina Poglianasca (*).

Da Villapia di Parabiago: portarsi all’incrocio con la S.P.171 e proseguire diritto in direzione Arluno fino a imboccare la seconda strada sterrata sulla sinistra. Al bivio, in prossimità di una vecchia cava in via di recupero ambientale, si gira sulla sinistra e si arriva al bosco di Arluno. (**)

Da Arluno percorrere la via Villoresi, che costeggia il canale secondario a tratti interrato sino a raggiungere la ex cava per proseguire sino al bosco di Arluno.

(**) Dopo circa 300 metri si esce dal bosco. Tenere la destra al bivio e quindi piegare subito a sinistra. Si segue la strada in direzione NE (al bivio girare a sinistra). Dopo essere passati accanto a una piccola cascina si imbocca sulla destra una strada che in direzione sud porta alla splendida cascina Poglianasca (*) (al secondo bivio girare a destra). Attraversata la cascina si gira a destra sulla provinciale e la si percorre per breve tratto fino a raggiungere la strada del Signù. Si percorre questa strada per 900 metri e quindi si gira a sinistra e si ritorna ad Arluno per la strada che costeggia il canale secondario.

Itinerari cicloturistici di Ermes Malvisi…

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