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Venerdì 24 marzo 2017 
Comune di Busto Garolfo

Provincia di Milano

Busto che vince

La RETE di Busto Garolfo e il CSI: Presentato il sussidio "Uno sport a colori"
21 proposte per lo sport


Un concorso per raccontare storie "vere", un week end dedicato all'integrazione su tutti i campi e un sussidio con 21 proposte concrete sono le principali iniziative del nuovo anno sportivo per promuovere, attraverso lo sport, l'inclusione dei cittadini migranti

Lunedì, 10 ottobre 2016 – Un concorso per raccontare storie "vere", un week end dedicato all'integrazione su tutti i campi e un sussidio con 21 proposte concrete per promuovere, attraverso lo sport, l'inclusione dei cittadini migranti presenti sul territorio italiano e di contrastare la discriminazione e l'intolleranza. Sono questi i tre elementi fondanti del progetto "Alfabeto integrazione" che il Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano, ha presentato, lunedì 10 ottobre, all'Urban Center, per promuovere un nuovo modo di pensare ed orientare il comportamento per diffondere la cultura del rispetto e della convivenza.
All'iniziativa sono intervenuti Massimo Achini, Presidente del CSI Milano, Roberta Guaineri, Assessore allo Sport del Comune di Milano, Teresa Zompetti, Responsabile Corporate Social Responsability CONI eDaniele Redaelli, giornalista de La Gazzetta dello Sport, Emilio Crespi Presidente La Rete di Busto Garolfo e alcuni atleti della Rete.

Massimo Achini: "Con questo progetto, ed in particolare con il sussidiario "Sport a Colori", abbiamo cercato di dare un'opportunità alle nostre società di fare delle attività concrete d'integrazione attraverso lo sport. È importante che le società sportive si riconoscano maggiormente come "agenzie educative", pronte a fare dell'accoglienza verso tutti una loro regola di gioco e pronte a colorare gli spogliatoi di gioia e di entusiasmo. Questo testo è dedicato ai tantissimi allenatori, dirigenti, educatori che sono sui campi e in pedana con i ragazzi".
A seguire Fiona May, Argento a Sydney 2000 e Atlanta 1996, oggi consigliere per le politiche contro le discriminazioni razziali della FIGC ed Eseosa Faustine Desalu, velocista delle Fiamme Gialle, campione italiano nei 200 metri hanno portato la loro testimonianza insieme ai ragazzi e alle società del CSI Milano.
Fiona May: "Da quando sono arrivata in Italia nel 92' ad oggi c'è stato un grande cambiamento in materia d'integrazione ma la strada è ancora molto lunga. Io vivo di sogni. Vorrei che si investisse di più sui giovani e che gli adulti si assumessero maggiormente le proprie responsabilità. Le nuove generazioni, rispetto alla nostra, non vedono differenze, loro stanno crescendo in una realtà multiculturale, la paura è causata dai condizionamenti esterni. Ricordo che nessuno nasce razzista ma si lo diventa se la società ci indica strada sbagliata. Lo sport, in questa direzione, è il principale strumento di inclusione e abbattimento di tutte le barriere".
Faustine Desalu: "Ho avuto la cittadinanza solo a 18 anni ma mi sono sempre sentito italiano. Non poteva essere un pezzo di carta ad ostacolare la mia vita personale. Io vengo dal calcio dove mi è capitato di sentire qualche buu. L'atletica invece è uno sport molto democratico. Quando sei dietro ai blocchi di partenza si parte tutti dalla medesima distanza, alla pari indipendentemente dalla nazionalità, e quando arrivi al traguardo si fanno sempre le congratulazioni al vincitore: insegnamenti di forte valore per tutti i bambini che lo porteranno con loro fino all'età adulta".

Emilio Crespi: "la nostra società opera in un quartiere di Busto Garolfo in cui il problema dell'integrazione è all'ordine del giorno.
Questo problema però è da noi vissuto non come un problema ma come una vera ricchezza. La diversità di culture, di religione ma anche banalmente di abitudini alimentari ci ha portato ad una più attenta sensibilità verso le diverse realtà educative." ( poi è seguita una testimonianza di un atleta della Rete ) .


Carolina Lavazza Oro a Mosca! Il CSG ancora ina volta al vertice

Sperata, sognata, sofferta , combattuta e ottenuta!

Così è arrivata la medaglia d'oro per Carolina Lavazza all' International Nippon Kempo Championship "Russian Kobudo Open", svolto sabato 19 Novembre a Mosca.

Il secondo trofeo per importanza dopo il campionato mondiale che ha sede in Giappone, che ha visto coinvolte oltre 10 nazioni e 400 atleti.

Italia, Georgia, Armenia, Francia, Russia, Ucraina, Kazakistan, Uzbekistan, insomma c'erano tutti i migliori paesi dove il Nippon Kempo non è solo uno sport, ma è passione, desiderio, stile di vita.

E a questo appuntamento non poteva mancare il CSG di Busto Garolfo con Carolina Lavazza e Nicolò Pisoni.

Pisoni, pur avendo combattuto molto bene, non è riuscito ad accedere alle fasi finali del torneo, ma a far suonare le note del nostro inno nazionale ci ha pensato Carolina, che con una serie di Ippon (il KO tecnico per Nippon Kempo) è salita sul gradino più alto del podio. Nessun incontro si è concluso allo scadere dei 3 minuti effettivi di combattimento, gli Ippon sono arrivati tutti prima, puliti, bellissimi, da manuale.

Diego Borsani, Maestro 5° dan del settore Kempo del CSG, ha dichiarato "Carolina e Nicolò sono due persone meravigliose, umili, che danno sempre il massimo, Mi spiace per Nicolò che si è allenato duramente per arrivare al meglio a questa competizione. Ma ha tirato bene, ha dato tutto e avrà moltissime altre occasioni. Di Carolina che dire? E' sempre un asso, una ragazza che nella vita quotidiana è molto dolce ma quando indossa la corazza è meglio essere a bordo tatami che averla di fronte! Ero sicurissimo che avrebbe fatto una bella figura, ma addirittura l'oro, beh questo risultato è strepitoso e mi riempie di orgoglio!"

Carolina, bravissima! Hai portato a casa un risultato incredibile, cosa hai pensato subito dopo aver inflitto l'ultimo Ippon?

Ho pensato un sacco di cose e non ho pensato a nulla, Avevo un sacco di pensieri che mi passavano nella mente alla velocità della luce. Ho realizzato meglio quando mi sono trovata sul gradino più altro con in mano la nostra bandiera, e devo dire…brava Carolina!". Un Ippon dopo l'altro, nessun incontro finito ai punti al termine del tempo a disposizione. Meglio non trovarsi davanti a te….

Ma no dai, non sono così cattiva. Gli incontri sono fatti di occasioni, di opportunità. Sono frazioni di secondo, non puoi stare a pensarci più di tanto. Vedi uno spiraglio, parti, esegui. Se ci si allena con tenacia e sacrificio entrano in gioco certi automatismi che in gara fanno la differenza.

Settimana scorsa il CSG ha portato a casa due ori e un argento nei mondiali di Pankration, ora un oro con te. Questa società sembra la fabbrica dei campioni.

Guarda, il CSG è una società unica, una famiglia, Non c'è la ricerca del campione, gli ideali della società sono altri, la persona sempre in primo piano. Forse proprio il fatto di sentirti parte di una comunità che non esaspera l'agonismo ti da modo di non sentire eccessive pressioni e di avvertire la vicinanza dei miei compagni di tatami anche quando ci sono trasferte impegnative. Questo credo sia fondamentale perché troppe aspettative possono portare anche cocenti delusioni se i risultati non arrivano. Qui la cosa importante è impegnarsi e dare il massimo, e lo fai per te, per la tua soddisfazione personale, non perché c'è qualcuno dietro che ti spinge oltre misura.

A chi dedichi questa medaglia?

Questa medaglia la dedico innanzitutto alla mia famiglia che mi sostiene e incoraggia ma in modo silenzioso, semplicemente standomi accanto. La dedico al mio Maestro Diego Borsani per l'impegno che dedica non solo a me ma a tutti gli atleti del Kempo. E poi la dedico a me, perchè stavolta, diciamolo, sono stata proprio brava!

Il Presidente del CSG, Marco Figna, quasi incredulo ha dichiarato "Una medaglia d'oro! Nel secondo trofeo al mondo per rilevanza! Carolina si è sempre distinta nelle competizioni, ma questo è un risultato incredibile! Non posso che essere onorato di rappresentare questa società. Il 2016 è stato un anno pieno di soddisfazioni, che ci ha visto partecipare e vincere in un po' tutte le specialità sportive. Il Volley, il Judo, il Panktration, il Kempo. Ma la cosa che mi stupisce è che questi successi arrivano senza perseguire la ricerca del campione. Da sempre gli ideali del Centro Sportivo Giovanile sono il rispetto, l'inclusione, la sportività, la ricerca del divertimento e la crescita interiore degli atleti. E nonostante questo sono arrivati risultati sopra ogni aspettativa. Sarà forse questo il segreto? Abbiamo appena finito di festeggiare Vincenzo Barretta per gli ori mondiali nel Pankration che arriva questo risultato. Vorrà dire che organizzeremo subito un'altra festa."

Brava Carolina.


Vincenzo Barretta Campione del Mondo!

Due righe dal CSG Busto Garolfo

Alla fine ce l’ha fatta! Vincenzo Barretta due volte campione del Mondo!!

Sabato 12 e domenica 13 a Eboli (SA) ha avuto luogo il 7° WORLD CHAMPIONSHIP 2016 Pankration.

60 Nazioni, 1.200 atleti tra i quali Vincenzo Barretta, della società C.S.G. di Busto Garolfo.

Barretta ha partecipato a ben 3 discipline, Il Pankration Athlima, il Kato Pankration e l’Agon Pankration portando a casa rispettivamente Oro, Oro e Argento!

Una tripletta sfuggita per un soffio e con Barretta notevolmente provato dagli incontri che si sono tenuti nelle due categorie precedenti.

Due volte campione del Mondo e vice-campione del mondo in un solo week end. Pazzesco, impensabile, inimmaginabile alla vigilia.

*Vincenzo, dacci le tue impressioni a caldo*

E’ pazzesco e meraviglioso. Ancora non ho capito quello che ho fatto. Sono anni che inseguo questo titolo mondiale che mi è sfuggito dalle mani lo scorso anno. Adesso mi trovo al collo due medaglie d’oro e una d’argento, non riesco ancora a crederci!

*Hai battuto tutti i tuoi avversari per leve articolari, uno dei quali, il Cipriota, non è solo agonista ma professionista. Cosa hai pensato?*

Durante l’incontro non ho pensato a niente, ero talmente concentrato che non mi sarei accorto di nulla al di fuori del combattimento. L’unico pensiero era rimanere attento e cogliere ogni possibilità che sipoteva presentare. I miei avversari, a cui devo rendere onore, non mi hanno regalato niente, così sono dovuto andare a cercarmi il momento propizio per attaccare. Quando ho avuto la possibilità di entrare in leva ho capito che nei secondi successivi mi sarei giocato anni di allenamento e sacrifici.

*Tutti gli incontri sono durati meno di un minuto…e quando hanno “battuto" la resa?*

Nooo, non ci credevo! Era finita, ero campione del mondo. Ma ti rendi conto? Campione del mondo! (ride, scuote la testa, e ha gli occhi lucidi dalla commozione). Sabato sera quando sono uscito dal palazzetto con al collo la medaglia d’oro mi sono detto “ Vincenzo, alla fine sì, te la sei meritata tutta. E domani vediamo di fare un bis. Magari un tris!"

*E il domani?*

Il domani è stato ancora più intenso, più bello. Ora faccio fatica a descrivere le emozioni che si provano. La mattina sono salito sul tatami con il titolo di campione del mondo vinto il giorno prima. Ma avevo ancora fame. Tanta fame! Non so se capisci cosa intendo. Mi sono fatto un .… così ad allenarmi, e non sai quante rinunce. Così volevo anche il secondo titolo mondiale, e poi il terzo.

Quando è arrivato il secondo mi sono guardato attorno per capire se era vero. Quasi non riuscivo ad esultare perché avevo paura di svegliarmi da un sogno meraviglioso.**

*E poi il terzo titolo sfumato di un soffio.*

“A ragà, il pomeriggio ero distrutto, avevo dato tutto il sabato e la mattina della domenica, avevo bisogno di tempo per recuperare. Nonostante questo ho disputato la finale e ho portato a casa un argento. Ma ci credi?

*Noi sì, li hai appesi al collo. E tu ci credi?*

Ancora devo rendermi conto. Questa notte credo dormirò poco, così potrò pensare a questo sogno che si è avverato….Pazzesco.

*A chi dedichi queste vittorie?*

La lista è lunga ma non posso trascurare nessuno perché sono state tutte persone fondamentali per la mia crescita. In primis l’organizzatore dell’evento e colui che mi fece disputare la prima gara di Pancrazio, Piero Amendola. So quanto impegno ha richiesto questo mondiale. Poi il mio Maestro di Agropoli, Marco Rizzo, che mi ha iniziato a questo percorso nel 2008 e mi ha portato ad essere quello che sono. Ringrazio i ragazzi della Ronin di Agropoli, in particolare Niko, Fasano e Michele; persone dal cuore enorme. Il Maestro Mario Sina, che mi ha accompagnato in questi giorni e che ha creduto in me da subito. Un grazie alla mia società, Il Centro Sportivo Giovanile di Busto Garolfo, una società piccola ma con grandi passioni e grandi ideali. E poi un grazie speciale alla mia famiglia, che non ha mai smesso di sostenermi e darmi la carica. Senza di loro sarei niente. Ho paura di essermi dimenticato qualcuno, ma in questo momento ho mille cose che mi frullano in testa. Nel caso lo farò di persona.

*E ora?*

E ora si ricomincia. Queste medaglie hanno colmato la fame, ma questa sensazione non durerà per molto. Ci sono gli europei, il campionato nazionale, insomma altri obbiettivi da raggiungere. Poi tengo un corso di Pankration presso il CSG con degli allievi molto motivati e molto bravi. Devo concentrarmi sulla loro crescita e fare in modo che, un domani, possa leggere il mio nome tra i loro ringraziamenti (e ride…).

Dalla società piovono le congratulazioni da compagni di tatami, allenatori, genitori.

Il Presidente del CSG, Marco Figna, raggiunto al telefono ha dichiarato: “Sono felice e orgoglioso che in una piccola società amatoriale come la nostra si possano raggiungere risultati così alti condividendo i nostri valori e principi. Vincenzo è una realtà che da qualche anno si è distinto per serietà, caparbietà e forza di volontà. Non avevo dubbi che si sarebbe fatto onore a questi mondiali, ma due volte campione del mondo e un titolo da vice-campione è veramente pazzesco! Posso solamente fare i più sinceri complimenti miei personali e di tutta la società. Bravissimo!

Grande Barretta, grazie di tutto.

Vincenzo Barretta con bandiera italiana e medaglia al collo


CSG Busto Garolfo. Una realtà vincente!

Un tranquillo week end di Judo, quello tra sabato 8 e domenica 9 Ottobre.

Il CSG si è “diviso" per onorare due impegni importantissimi.

Sabato 8 Ottobre a Ciserano (BG) si è svolta l’ultima prova del campionato Master Italia, che ha visto la regione Lombardia trionfare davanti alla Toscana.

Determinante per l’esito del torneo sono stati i piazzamenti di Vincenzo Barretta (cintura nera 3° dan già classificatosi primo a Follonica (GR)) che con un ottimo secondo posto ha contribuito al successo Lombardo. Un incontro, l’ultimo, molto tirato. L’avversario toscano non lasciava spazio, rigido, attento. Grazie ad un guizzo Barretta è riuscito a piazzare un punto e a conservarlo sino al termine dell’incontro. Un punto che vale oro per il risultato finale!

Invece domenica 9 Ottobre, a Noale (VE) andava in scena il campionato Italiano Libertas. Hanno partecipato alla competizione gli atleti Christian Sagunti, Gabriele e Chiara Drago, Andrea Bonetti e Federico Figna, quest’ultimo sfiorando il podio alla prima partecipazione. La giornata si è conclusa con un pieno di soddisfazioni grazie al primo posto di Sagunti, ormai una certezza del CSG, un solo gradino in meno per Chiara Drago, che conquista il titolo di vicecampionessa, e tantissimo impegno per tutti.

Un inizio di stagione agonistica veramente promettente!


Ultimo aggiornamento: 02/12/2016

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